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2017-10-22 04:41

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Sfoghi d'arte

icona SFOGHI D'ARTE

 

Abbiamo ritenuto essenziale costituire un gruppo culturale spontaneo per armonizzare molti stati d'animo, soddisfare necessità di comunicazione, dar voce ai bisogni di sfogo, imprimere spinte costruttive facendo emergere ciò che altri avevano compresso. Semplicemente, una via creativa per abreagire i traumi attraverso i racconti o attraverso l'elaborazione di stimoli personali di vario tipo ( artistico letterari, fotografici, pittorici, anche solo come segni minimalisti ) per avvicinare tutti, dal confronto, fino all'espressione massima di scambio artistico.

Questa sezione viene impiegata come sistema espressivo e di comunicazione, una "LAVAGNA PER URLARE", ossia un mezzo per fare parlare la parte d'anima inascoltata, la via per fare trasudare dai pori le proprie necessità di comunicazione:

energie e bisogni rimasti inghiottiti dal profondo disagio, difficilmente inesplicabile...

Chiunque di Voi lo desideri, potrà inserirsi in pubblicazione in qualsiasi momento inviandoci via mail le proprie opere, anche come semplici suggestioni.

 

INDICE RANDOMICO DEI CONTRIBUTI

Massimo Masone

Aurelio Albanese,   P A P A'   C' E' ...

Aurelio Albanese,   C R U D E L T A'

Aurelio Albanese,   P E R   N O V E   O R E

Aurelio Albanese,   E   D I C I   C H E   C I O'   C H E   D I C I

Aurelio Albanese,   L A   V I T A   I N S E G N A

Aurelio Albanese,   H O  T R O V A T O   D I O

Aurelio Albanese,   E   M I   P E R D O   N E L L' A Z Z U R R O . . .

Bluwave,   S P I A G G I A M E N T O

Bluwave,   N A V E

Bluwave,   D O N O ...

Bluwave,   S O G N I

Bluwave,   P O L P O

Bluwave,   T S U N A M I

Bluwave,   C E R C H I   D I   R I F L E S S I O N E

Bluwave,   O N D E   D I   C A N A P A

Bluwave,   M I   D E D I C O

Bluwave,   V O R R E I   E S S E R E

 

 


Massimo Masone

 

4177359638 b6effaaf7d_b_MASSIMO_MASONE               Copyright ©, Massimo Masone

 

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Aurelio Albanese,   P A P A'   C' E' ...

 

E' nell'indifferenza,

in un totale silenzio

che muore il respiro

e il pudico cuore

d'un papà separato.

 

Progressivamente di lui

viene cancellato ogni sguardo

o sorriso faticosamente

conquistato sul viso dei figli.

 

Ed è a una quotidiana guerra

senza freni o confini

che son destinati primi

a soffrire dell'amore offeso

gli innocenti bambini.

 

E non vi è più sussurro

passato d'amore

che non sia consegnato

a carcerieri, giudici

che giudicano vizi

le sfumature del cuore.

 

Papà c'è figlio mio

nonostante l'assurdo silenzio,

le foto strappate, le crudeli

bugie e la rabbia dei grandi

in cui è costretto il suo cuore.

 

Papà c'è perchè neppure

la morte può spezzare

il forte legame d'amore

che è nato dal tuo primo sguardo

e nel tuo primo vagito.

 

Papà c'è e ti difende

la notte se hai paura

e il giorno quando la vita

più dura ti offende.

 

(di Aurelio Albanese)

 

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Aurelio Albanese,   C R U D E L T A'

 

Come

di sabbia e argilla

è il tuo amore

vasaio, dietro a freddi

muri sordi alle grida

di un cuore

che vive di sogni.

 

E con le tue mani

modelli gli sguardi

e i miei chiusi pugni

con false carezze

su colli lividi

di bimbi innocenti

e in un silenzio

che uccide la dignità.

 

Dell'anima prendi

la sua luce

quella più bella

e poi la celi dietro

tende e profumate

lenzuola di seta

o smerigliati vetri

che, non lascino tracce

e confondano ogni

obbrobriosa violenza.

 

E la chiami

famiglia e già soffi

nelle narici la vita

già sporca di sangue,

oscenità e lacrime

e come perla

la getti fra perle

su una terra che brucia

e che offende

e fra mani incapaci

di atti d'amore sinceri.

 

E con un nodo

alla gola io ti chiamo

ogni giorno e notte

padre amoroso

e ti supplico sempre

come un figlio

che aspetta un tuo

atto di generosa pietà.

 

( di Aurelio Albanese, dedicata a K. )

 

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Aurelio Albanese,   P E R   N O V E   O R E

 

Per nove ore

sono stato da te rinchiuso

in uno sgabuzzino

e lì lasciato rannicchiato

al buio, nudo, impaurito

e solo con la tua rabbia

tra le lacrime e il freddo.

 

E vi ho ascoltato urlare

senza riuscire a capire

cosa centrasse l'amore

con la pipì che nella notte

avevo fatto a letto.

 

Per nove ore

ho sperato di morire

sentendomi colpevole

per tutto quel dolore

e più volte mi sono detto

che ero certo io il cattivo

il monello matto

che riusciva sempre

a rovinare tutto.

 

E mi son graffiato il viso

e ho morso le mie mani

per punirmi ancora di più

di quanto già facevi tu.

 

Per nove ore

ho sentito la vostra rabbia

trasformarsi in riso

e chiamarmi piscialetto,

maledetto storpio, sciancato

e in altri molti modi

seduti a tavola mentre

mangiavate con appetito.

 

E mentre ancora

non riuscivo a capire

cosa centrasse l'amore

con la paura, la fame

e la vergogna che provavo,

ho reso le tue scarpe rotte

il mio cuscino

e con la tua camicia

ho rifatto il letto

e mi sono fatto

piccino, piccino,

in quel triste e buio

sgabuzzino.

 

( di Aurelio Albanese )

 

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Aurelio Albanese,   E   D I C I   C H E   C I O'   C H E   D I C I

 

Dici sempre, che mi lamento

dei decubiti nella schiena

e nelle gambe, che a me danno

un gran tormento

e che dovrei, smetterla di fare

l'attore e, reagire e, capire, perché

non sono l'unico che sta male.

E dici che ciò che dici

è per il mio bene

e che faccio sempre troppe scene

e non mi do' da fare

e, che devo imparare a fare i conti,

con una vita che non fa sconti.

 

Dici sempre, di guardare

questo o quello e d'imparare

e, continui a minacciarmi

di lasciarmi o ricordarmi

quanto io ti sia di peso,

a causa del mio stato offeso.

 

Dici pure, che sono la tua Croce,

e che non pago il tuo castigo

e lo dici sempre ad alta voce

a ché io lo santa bene

aggiungendo così facendo

umiliazione alle mie pene.

 

E non mi guardi, né parli

più come ad un padre,

o a un marito, a cui dovresti

rispetto, o un amato fratello,

ma come ad un'inutile fardello,

dimentico, di ciò che per te,

io in giovinezza sono stato.

 

E in quella tua fretta

nel dirmi di smetterla

di fare l'attore e reagire

non ti accorgi che mi sto

lasciando morire.

 

( di Aurelio Albanese )

 

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Aurelio Albanese,   L A   V I T A   I N S E G N A

 

La vita insegna

in quella nascosta rabbia

che non sai frenare e gestire,

per una vita burla

di urla disperate

che vorresti tacere

e che altro non sono

l'inizio d'un quotidiano

che fin dal primo mattino

ci soffoca e umilia.

 

E pure insegna,

in un rassegnato sorriso

che immancabilmente

all'improvviso violento

esplode in pianto

per liberare la mente

dal sofferente morso

rabbioso del dolore

e per purificare il cuore

da ogni dispiacere.

 

E ancora insegna avanti

alla gratuita violenza,

che dentro noi distrugge

il conquistato raccolto

e i fragili fili, a cui sono legati

affetti e intimi sogni e che più

d'una inarrestabile piena

con se pure trascina

la già poca ragione.

 

Lì , in quella incomprensibile

e più nascosta sofferenza,

in quella malinconia...

fragile, la mia anima

si riconosce nell'infinito

e la vita m'insegna

e disegna ogni sapore

e raccoglie e conserva

ogni sguardo o ferita.

 

Lì in quella apparente sconfitta

non appena riappare il sereno,

il mio viso in un arcobaleno

all'improvviso, nuovamente

generosamente risplende.

 

( di Aurelio Albanese )

 

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Aurelio Albanese,   H O   T R O V A T O   D I O

 

In un sofferente

sguardo sconfitto

e in un dilagante indifferente,

ho trovato Dio

e il suo dono dell'amore

e pure quella volontà

d'ognuno, di comprendere

e decidere di spendere

nell'odio o nel perdono,

il regalo divino della vita.

In un gioco incosciente,

disarmante e puerile,

ho assistito impotente

al dolore del mondo,

in un suo lasciarsi morire

nell'innocente sorriso

sul viso d'un bimbo,

ho rivisto risorgere

la speranza, d'un nuovo sole

sul mare e il segreto

di Dio rivelato e scritto

in quell'infinito, colorato

perpetuo tramonto.

 

( di Aurelio Albanese )

 

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Aurelio Albanese,   E   M I   P E R D O   N E L L' A Z Z U R R O . . .

 

Ogni volta che alzo lo sguardo,

io mi perdo nell'azzurro

e dimentico il rancore

che semina dolore

in questo assurdo mondo.

 

E a dispetto del mio soffrire,

non permetto alla rabbia

di soffocare, come sottile sabbia,

che annebbia la mia serenità,

lasciandomi, a quanto di peggio

sono riuscito a superare

con dignità e onore, rubandolo

e stringendo i denti.

 

Ogni volta che alzo lo sguardo

in quello sconfinato infinito

a me perlopiù sconosciuto,

altro non leggo scritta ,

che la solida ragione

cagione d'ogni mia ferita,

ma pure vedo, l'altro colore

o chiave, che mi permette

di distinguere il bene dal male

e ridisegnare la mia vita.

 

Li, ci sono gli occhi di tutti,

il mio cuore, le paure,

e i nostri più fragili pensieri,

perché possano essere letti

e pure l'umano respiro d'ognuno

e, anche il distratto all'amore

sa dare un più giusto valore.

 

Ora, ogni volta che sto male,

 

non mi lascio cadere nel dolore,

ma alzo lo sguardo e mi perdo

in quell'azzurro.

 

( di Aurelio Albanese )

 

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Bluwave,   S P I A G G I A M E N T O

 

Manto azzurro di spiaggiamento,

primavera,

schiumeggia in sacrifici

sabbia e vita

immolata e persa.

 

( Bluwave )

 

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Bluwave,   N A V E

 

La Nave seppur vacilla,

non affonda e non si spezza,

si tiene fuor dalla tempesta.

 

Se ben orientata

all'Amor della Vita

esplora lidi

scambia preziosi

sfiora solo

quei siti proibiti.

 

Sola si addentra

e va in rada

quando necessita si ripara.

 

Salva sè stessa,

si mette alla cappa

o vira prima o aspetta,

ché sia finita.

 

Come in Amor

gli spazi sono infiniti,

per ognuno,

i suoi preferiti.

 

(Bluwave)

 

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Bluwave,   D O N O ...

 

Potrei donarti un mare di vita,

la vita di un mare

la mia vita

 

ma non basta ancora

 

potrei vivere nascosto

negli anfratti più profondi

placare ansie e paure

 

ma non basta

 

lasciarti sfogare

ire tempeste e cattiverie

senz'arrestare l'oceano in pianto

 

ma non basto

 

mi accorgo di affogare

nella tua voracità

che non è l'Amore

 

unico soffio

per tornare a veleggiare

non resta che attraversare

 

il mio mare e donare.

 

(Bluwave )

 

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Bluwave,   S O G N I

 

Spiaggia intrisa

 da onde infinite

 Sogni sfumati

 

( Bluwave, haiku, 2003)

 

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Bluwave,   P O L P O

 

Pare un alieno

 in ricerca di Pace.

 Spruzzo veloce

 

( Bluwave, haiku, 2004 )

 

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Bluwave,   T S U N A M I

 

Il Mare

s'è ingoiato

la vita.

 

Crepitii di bolle

poi si dissolve

e riappare

 

S'arrotola

ad invadere

impastare

azzerare.

 

Ora soli vagano

naufraghi di vita

fantasmi di terre

anime senza esistenza

 

spinti alla deriva

insieme ai miei ricordi

come siti inospitali.

 

( Bluwave, 2004 )

 

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Bluwave,   C E R C H I   D I   R I F L E S S I O N E

 

Sentirsi detrito

sospeso ed impastato

nella schiuma della risacca

esser trasportato via dove chiede il mare.

 

Non è dato di sapere.

 

Dovresti seguire i cerchi d'onda

che s'intersecano sulla battìgia in ognidove.

 

( BluWave, 2008 )

 

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Bluwave,   O N D E   D I   C A N A P A

 

Treni d'onde ci legano

 per non tenerci a distanza.

 

( BluWave, 2008 )

 

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Bluwave,   M I   D E D I C O

 

come la vela

si offre,

con la sua superficie bianca,

alla pressione dell'aria

verso il porto ideale

fronteggiando ogni mare.

 

( Bluwave )

 

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Bluwave,   V O R R E I   E S S E R E

 

cerchio di fuoco,

 quello che riemerge dal mare

 per abbracciarti e riscaldarti

 ogni volta che

 desideri.

 

( BluWave )

 

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