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FAQ: Consulenza mediatore familiare

 

Che cos’è la mediazione familiare?

La mediazione familiare rientra nell’ambito dei metodi stragiudiziali di risoluzione delle controversie, espressamente prevista dalla legge italiana ed in particolare dall’art. 155 sexies della legge n. 54 del 2006, ed è un tentativo civile, consapevole e responsabile per affrontare e risolvere in prima persona i conflitti familiari.

Questo avviene mediante il supporto di mediatori imparziali, che in un luogo neutro aiutano ad individuare un nuovo modo di comunicazione e a tutelare i bisogni e le necessità di ciascuno, oltre che a quelli della famiglia nel suo complesso, con particolare attenzione ai figli, spesso non considerati centralmente.

 

Chi è il mediatore familiare?

mediazione-familiare1

Il mediatore familiare è un professionista altamente qualificato, con competenze di tipo giuridico e psicologico e attitidini alla valutazione oggettiva degli aspetti in gioco. Normalmente si tratta di un avvocato, di uno psicologo o di un operatore del sociale che si è poi ulteriormente specializzato attraverso appositi corsi, quali ad esempio il master biennale accreditato dall'Aimef (Associazione Italiana Mediatori Familiari), riconosciuto dal Forum Europeo di Ricerca e Formazione in Mediazione Familiare.

 

Quali sono gli obiettivi della mediazione familiare?

Gli obiettivi principali sono:

  • riconoscere e far riconoscere tra le parti i bisogni e le necessità oggettive di ciascuno;
  • far riconoscere e far accogliere il dolore delle parti, evitando qualsiasi forma di giudizio;
  • definire una nuova modalità comunicativa, promuovendo il dialogo diretto nel rispetto delle parti;
  • supportare le parti nell'individuare e condividere un accordo che soddisfi tutti gli attori in gioco.

 

Per chi può essere utile la mediazione familiare?

  • coppie in fase di separazione o separate, che intendano condividere e concordare le condizioni della separazione in uno spazio esterno alle aule di tribunale, in un ambiente neutro e riservato, prendendo le decisioni in modo autonomo rispetto al percorso giudiziale, con particolare riguardo agli interessi dei figli;
  • coppie che stiano vivendo un momento di particolare conflittualità e che volgiono imparare un nuovo modo di comunicare, più efficace, in quanto più sincero e rispettoso dell'altro;
  • coppie che comprendono che utilizzando tale strumento possono ridurre considerevolmente termpi, costi ed effetti collaterali di un processo separativo, giungendo ad un accordo che può essere sottoposto al proprio legale di fiducia, affinché lo presenti presso il Tribunale competente, sotto forma di accordo congiunto al fine di ottenere una separazione consensuale.

 

Per chi può non essere utile la mediazione familiare?

  • chi intende usare i figli (o le richieste di tipo economico) come strumento di ricatto e di vendetta;
  • chi non è disposto a riconoscere dignità e rispetto al punto di vista dell’altro;
  • chi vuole vincere sull’altro e non insieme all’altro;
  • chi si aspetta che il mediatore faccia "mettere la testa a posto" al partner;
  • chi ama la contrapposizione a tutti i costi e cerca l’esasperazione del conflitto;
  • chi tiene conto solo dei propri bisogni;
  • chi preferisce delegare ad altri le scelte cruciali relative al futuro della sua famiglia.

 

Cosa fa il mediatore familiare?

A fronte di un conflitto in ambito familiare, il mediatore familiare:

  • accoglie le persone ed il loro disagio;
  • ascolta i bisogni e le esigenze di ciascuno;
  • aiuta le parti a comunicare in maniera rispettosa ed efficace;
  • sottolinea l’importanza di decidere del proprio futuro in prima persona;
  • conduce le parti alla ricerca di un accordo personalizzato e vincolante;
  • tiene conto del punto di vista di tutti e ne valorizza le risorse;
  • aiuta le parti a gestire l’emotività, nel tentativo di ridurre le conflittualità;
  • stimola le persone a trasformare il conflitto in qualcosa di costruttivo nell’interesse di entrambi e degli eventuali figli;
  • mette al centro della negoziazione l’interesse di eventuali figli.

 

Cosa non fa il mediatore familiare?

Il mediatore familiare:

mediazione-familiare2

  • non prende le parti di nessuno, ma si mantiene equidistante
  • non giudica le parti ne il loro operato o le loro consuetudini e non esprime valutazioni;
  • non si preoccupa del passato (non più modificabile), ma si interessa del futuro (ancora da definire), tenendo conto del presente reale;
  • non fa’ terapia di coppia ma aiuta le parti a riorganizzare le loro relazioni;
  • non racconta o testimonia esternamente in alcun caso quanto emerso durante la mediazione perché è tenuto al segreto professionale;
  • non tenta di riconciliare né di separare i coniugi, ma li stimola a capire ciò che realmente vogliono per se stessi e per la loro famiglia.

 

Quali argomenti vengono trattati durante la mediazione familiare?

In generale vengono trattati tutti gli aspetti relativi alla gestione familiare, in particolare quelli che hanno portato alla luce la conflittualità espressa dalle parti, per le quale necessitano di una mediazione. In ogni caso spetta alle parti la decisione degli argomenti da portare in mediazione.

 

I figli partecipano alla mediazione familiare?

Normalmente i figli non partecipano agli incontri di mediazione, in particolare se piccoli. La responsabilità di ridefinire la vita familiare tutelando l’interesse dei figli dopo una separazione, spetta comunque agli stessi genitori, pur se aiutati dai mediatori, nel rispetto di quanto espresso dalla legge che esprime chiaramente il diritto dei figli alla bigenitorialità, ovvero ad avere sempre due genitori che si occupano di loro in modo significativo e proporzionale. Peraltro i mediatori potrebbero ritenere utile definire un incontro alla presenza dei figli, qualora durante la mediazione si evidenzi tale necessità, in rapporto anche alla capacità di discernimento dei figli stessi e alla decisione dei genitori.

 

Gli accordi definiti durante una mediazione vengono rispettati maggiormente rispetto alle decisioni giudiziali?

Le statistiche confermano che gli accordi raggiunti dalle parti in mediazione sono più solidi nel tempo (cioè maggiormente rispettati dalle parti) rispetto alle decisioni del giudice. Ciò dipende dal fatto che tali accordi derivano dalla comune volontà dei soggetti interessati e non sono imposte da un soggetto terzo, che poco o nulla sa delle effettive esigenze e dinamiche di quella specifica famiglia.

 

Quanto dura la mediazione familiare?

In genere la mediazione familiare prevede dai 6 ai 15 incontri, che si svolgono in un periodo che può variare dai tre ai sei mesi. Ogni incontro può avere una durata di circa un’ora/un’ora e mezza la cui cadenza (settimanale o bisettimanale) varia in relazione alle esigenze specifiche della famiglia e delle necessità emerse durante la mediazione.

 

Quali sono i costi della mediazione familiare?

La mediazione familiare generalmente ha un costo variabile a seconda del professionista richiesto, ma in generale si aggira tra i 50 e i 100 euro per seduta, a meno che non ci si rivolga nel pubblico ad enti accreditati (eg servizi di neuropsichiatria infantile).